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Un giardino di cento orizzonti

  |    |  Un giardino di cento orizzonti

Un giardino di cento orizzonti

Il gradiente di naturalità aumenta allontanandosi dall’abitazione (mentre le esigenze manutentive diminuiscono): un prato fiorito lega il giardino “progettato” alle campagne e ai boschi, mentre le rive a bordura mista incorniciano la casa sulla cima della collina. La collina stessa è stata completamente rimodellata, per ottenere un profilo più dolce e permettere la fruizione agevole dell’intero parco.

Per stabilizzare i versanti più ripidi abbiamo realizzato pareti in terra armata, poi completamente ricoperte da piante erbacee ed arbustive. Nelle parti soleggiate è quindi stato piantato un mix di erbacce perenni, graminacee ornamentali e arbusti fioriti, tenendo conto di un buon equilibrio tra specie decidue e sempreverdi. Le grandi Agave preesistenti, che la committenza ci ha chiesto di conservare, sono state ricollocate dentro grandi cilindri in ferro, in modo da mantenerle in posizione rialzata e proteggere le foglie succulente da tagli accidentali durante le operazioni di potatura e cura delle bordure. L’area in ombra è stata per lo più coperta con Hedera helix che, seppur comune, fornisce una copertura vegetale omogenea, resistente e poco esigente.

I clienti ci hanno infatti richiesto un parco resiliente, rustico, con poche esigenze di cura ed un equilibrio che gli consenta di durare a lungo.

Un prato fiorito mediante idrosemina.

L’intento di progettare un giardino resiliente, a bassa manutenzione e paesaggisticamente inserito, si è ottenuto mediante la ricerca e l’utilizzo di tecniche di ingegneria naturalistica e attraverso l’accurata selezione delle specie vegetali idonee a quel determinato ambiente. Il prato fiorito seminato sotto l’oliveta è stato realizzato con l’idrosemina, costituita da un miscuglio selezionato di sementi che insieme sviluppano un’influenza positiva reciproca utile al loro attecchimento.

Pareti in terra armata

La collina su cui è inserita l’abitazione è stata rimodellata in modo da limitare l’impatto sull’ambiente e puntando all’inserimento paesaggistico della proprietà. La tecnica di ingegneria naturalistica delle terre armate, costituisce un’ottima soluzione per il raggiungimento di tali obiettivi.

Le pareti in terra armata sono state realizzate nelle aree più acclivi del pendio, sostenute da un muretto in pietra di altezza 1,20 m. Per rendere il profilo della collina più dolce, sono state utilizzate griglie arcuate in modo sperimentale ed evitare l’effetto a gradone, tipico delle pareti in terra armata.

Le griglie e il tessuto non tessuto trattengono la terra in cui sono state messe a dimora piante erbacee a radicazione profonda e a crescita rapida per una maggiore trattenuta del terreno. Inoltre sono stati messi a dimora arbusti di specie mediterranee che non richiedono esigenze particolari in termini di risorse idriche e che non richiedono una manutenzione costante.